Gecam_foto_3Daniele Camisa, presidente della Gecam srl di Minerbio, in provincia di Bologna, ci svela che la sua decisione di sostenere la cooperativa I Frutti dell’albero è nata dopo un incontro con Gianni, uno dei nostri soci e papà di Roberto, un ragazzo oggi diciannovenne affetto da autismo.

Daniele, come hai conosciuto Gianni?

Tramite un amico, consulente per la qualità della mia azienda. Inizialmente ero titubante perché Gecam era già impegnata con altre associazioni ma abbiamo deciso comunque di incontrare Gianni e i racconti sul suo ragazzo che tagliuzza i pantaloni e ama disegnare ci hanno conquistato!

GECAM sostiene la cooperativa attraverso un contributo economico mensile, ma non solo…

No, infatti. Mi sono offerto di realizzare un documentario che racconti le attività della cooperativa: dai primi lavori di scavo fino alla realizzazione della struttura che accoglierà i ragazzi diversamente abili. Ho già filmato i primi lavori di livellamento del terreno su cui sorgerà il Centro, ho realizzato la prima intervista a Elena D’Adda, presidente della cooperativa ed è mia intenzione implementare i contenuti con contributi filmati di testimonial, sostenitori ed eventi di raccolta fondi.

Quello dei documentari è una delle tue tanti passioni, come è nata?

La mia passione per i documentari è nata casualmente nel lontano 1980, durante una passeggiata nell’area naturalistica del delta del Po, un posto meraviglioso, forse allora poco conosciuto dagli stessi abitanti del luogo. Alla vista di un pendolino che costruiva il suo nido, ho deciso di comprare una cinepresa (all’epoca era appena iniziata la disputa tra pellicola e digitale!) e tornare per filmare la bellezza di quei luoghi. Da allora non ho più smesso: sono seguiti documentari di varia natura, da quello naturalistico (ad es. sulla pesca, sulla pastorizia) a quello storico religioso (ad es. quello sulla Basilica di Santo Stefano a Bologna).

Anche la storia della tua azienda sembra avere un inizio casuale…

Proprio così! Tutto è cominciato da un annuncio che avevo letto sul giornale: ” Cedesi attività di produzione guarnizioni, ottima clientela, piccolo fatturato”. Ho chiamato subito e dopo due giorni ero proprietario di quell’azienda di produzioni guarnizioni, di cui non sapevo assolutamente nulla!

Sono passati 25 anni: qualcosa sulle guarnizioni avrai imparato!

Sì, certo, partendo dai fondamentali, rimboccandomi le maniche e operando scelte coraggiose!

Cioé?

Da subito decidemmo di abolire le guarnizioni in amianto perché, anche se erano ancora legali, cominciavano a circolare voci sulla pericolosità di questo materiale per la salute. Così decidemmo di lavorare solo con materiali amianto-free, il ché significava anche respingere gli ordini di quei clienti che non erano disposti a spendere di più!

Una scelta lodevole ma che vi ha creato dei problemi!

All’inizio ci furono difficoltà, ma quando, nel 1994 l’amianto fu messo al bando, noi eravamo già pronti a fornire quelle aziende che improvvisamente dovettero ripensare i processi produttivi!

E non vi siete mai fermati: Gecam è cresciuta nelle dimensioni, nei dipendenti e nel fatturato…

Abbiamo continuato ad innovarci e questo ci ha permesso di crescere. Oggi insieme a me e mia moglie Monica, alla conduzione della Gecam c’è anche mio figlio Federico che sta già portando avanti altri progetti importanti.

Noi della cooperativa siamo molto grati alla famiglia Camisa per esserci vicini!

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