IMG_05561 milione di piante da frutto, 1.000 produttori, 1.300 dipendenti, 130 milioni di fatturato annuo: questi alcuni dei numeri del Gruppo Salvi, azienda ferrarese operante nel settore della commercializzazione dell’ortofrutta e nostro sostenitore da oltre due anni.

In realtà la nostra azienda nasce a Bergamo – ci racconta Giuseppe Salvi, “cuore” informatico e amministrativo del Gruppo – ma nel 1966 nostro padre decise di trasferirla a Ferrara, all’epoca vera e propria patria della frutta in Italia. In seguito l’azienda si è trasformata da famigliare a industriale.

Ma mantiene tuttora l’impronta della famiglia Salvi!

L’impronta e il lavoro! Oltre a mio padre e me, in azienda ci sono anche mio fratello Marco, impegnato nell’area commerciale e mia sorella Silvia che si occupa delle aziende agricole e del  settore vivaistico.

Il gruppo Salvi non si limita alla commercializzazione di frutta e piante di vivaio ma è molto attivo anche nel campo della ricerca…

Certo, collaboriamo con Centri di ricerca internazionali, con i quali abbiamo contribuito alla registrazione di oltre 40 brevetti e sperimentato 130.000 incroci di alberi e piante da frutto. Continuiamo ad investire nella ricerca per offrire al mercato nuove varietà di frutti con produzione di alta qualità e rispetto per l’ambiente. L’innovazione e la ricerca sono fondamentali per risolvere problematiche e trovare nuovi stimoli di miglioramento, il ché vale per le aziende ma anche per il settore del sociale.

La tua famiglia infatti è molto impegnata nel sostegno a progetti sociali..

La nostra azienda non ha bisogno di campagne pubblicitarie di grossa portata perché non ci rivolgiamo al pubblico di massa ma a settori specifici, attraverso canali in cui siamo già molto presenti. In questo modo possiamo permetterci di investire in progetti sociali. Abbiamo sostenuto e sosteniamo realtà nazionali come Telethon (a proposito di ricerca!) ma anche molte organizzazioni del nostro territorio che operano a favore di persone svantaggiate. La dimensione locale ci permette di verificare personalmente l’impatto dei progetti che sosteniamo, di toccare con mano i risultati del nostro impegno.

Come è nata la collaborazione con I frutti dell’albero?

Grazie all’amicizia con Dino Zappaterra che, in qualità di socio fondatore e vicepresidente della cooperativa, ci ha coinvolto in questa realtà, nei suoi progetti presenti e futuri.

Quello che più ci piace della cooperativa è il progetto del “dopo di noi”: la nostra famiglia vive da vicino il problema della disabilità e quindi conosciamo molto bene l’angoscia di genitori e fratelli nel chiedersi chi si prenderà cura del loro caro quando loro non potranno più farlo! Allora è necessario pensare da subito alla realizzazione di strutture dedicate che possano accogliere questi ragazzi, gli adulti di domani, con percorsi di crescita, cura e sostengo in ambienti confortevoli e con educatori preparati.

Cosa può fare la cooperativa per ringraziare te e la tua famiglia di questo sostegno?

Saremmo molto gratificati nel vedere terminata la struttura del Centro il prima possibile, ma non per noi… lo vogliamo per il bene dei ragazzi!

E con questo incoraggiamento, noi andiamo avanti sempre più determinati! Grazie.

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