Martha Graham, più delle più grandi danzatrici statunitensi del XX secolo, una volta ha detto: “I più grandi ballerini non sono grandi per il loro livello tecnico, sono grandi per la loro passione“. E la passione certamente non manca a Federica Raminelli, ballerina, coreografa e insegnante di danza che a giugno scorso ha organizzato un’iniziativa a noi dedicata. Ma partiamo dall’inizio…

Federica, come si diventa ballerina?
Io ho iniziato molto presto, a tre anni e mezzo, frequentando per 12 anni la Scuola Civica di Danza Classica del Teatro Comunale di Adria, in provincia di Rovigo, gestita dagli insegnanti – coreografi Vjera Markovic e Alfredo Köllner. Quindi ho proseguito gli studi a Ferrara presso la scuola di Luisa Tagliani. Finché sono stata ammessa al Centro professionale I.A.L.S di Roma, vincendo una borsa di studio. Tuttora continuo a studiare e frequentare stage per perfezionarmi.

Questo percorso è sufficiente per insegnare danza?
No, qualche anno fa sono tornata a Roma per conseguire il diploma Nazionale di Insegnante di 1 livello di Danza Classica, metodo Vaganova, presso l’A.S.C Scuola di Ballo

Adesso dove insegni?
Insegno in due scuole: al Centro Polivalente di Copparo e alla scuola Step Evolution di Molinella. I miei allievi hanno dai 4 ai 18 anni. Ma mi occupo anche di organizzare stage con altri maestri e ballerini per offrire ulteriori occasioni di formazione e arricchimento.

Hai molto a cuore la formazione dei tuoi allievi…
Sì, sono molto orgogliosa di ogni più piccolo progresso! Insegnare è una missione e una brava insegnante ha anche il compito di scovare talenti e riuscire a portarli avanti, spronandoli, accompagnandoli ai provini, esultando quando vengono ammessi alle grandi scuole o supportandoli quando il provino non va a buon fine. Perché anche un provino non riuscito è un insegnamento!

Alcuni tuoi allievi sono riusciti ad intraprendere la carriera da ballerina o ballerino?
Sì, con molto orgoglio devo dire che alcune mie allieve sono state ammesse all’Opera di Roma e recentemente un’altra giovane ballerina particolarmente dotata, Sara Cani, è stata ammessa all’Opera di Vienna.

Una bella soddisfazione!
Indubbiamente, ma non dimentichiamo che è importante anche il supporto della famiglia che si deve accollare il peso economico ed emotivo di un percorso certamente non facile. A volte è necessario anche il supporto dell’intera comunità, che, come del caso di Sara, si mobilita per aiutare la famiglia.

Ma una giovane ballerina ha anche tempo per frequentare la scuola?
Deve frequentare la scuola, non si possono abbandonare gli studi scolastici! Oltretutto alcune scuole, come l’Opera di Vienna, richiedono una media scolastica alta.

A parte la danza, quali studi hai seguito?
Dopo il Diploma di Maturità Liceo Socio-Psico-Pedagogico, ho conseguito la laurea in discipline teatrali. Infatti lavoro anche come insegnante di sostegno in alcune scuole primarie del ferrarese.

Forse è da questo ruolo di insegnante di sostegno che nasce la tua sensibilità verso il tema della disabilità?
Credo che tutto nasca dalla danza: la danza è una disciplina da cui impari il rispetto per il prossimo!

A giugno scorso hai dedicato alla nostra cooperativa lo spettacolo finale delle due scuole. E’ stata una serata molto importante per noi, perché, oltre a devolvere il ricavato a nostro favore, ci hai dato l’opportunità di farci conoscere ad una platea nuova…
Anche per gli allievi lo spettacolo finale è molto importante: si tratta del sunto del lavoro di tutto l’anno e di un fondamentale banco di prova davanti ad un “pubblico vero” perché un ballerino deve imparare anche ad instaurare un rapporto con il pubblico. Se la nostra danza ha portato beneficio anche a voi, non possiamo che esserne orgogliosi.

Certo che ci ha portato beneficio! Ringraziamo te e i tuoi allievi per il vostro sostegno a passo di danza.

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