Tirocini e volontariato

 

La Cooperativa Soc. I Frutti dell’Albero, iscritta nell’Albo delle ONLUS dal 2011 ha aperto due convenzioni, una con l’Università di Psicologia di Padova e l’altra con l’Università degli Studi di Ferrara per consentire stage o tirocinio formativo e di orientamento. Un periodo di formazione rivolto a studenti durante il percorso di studi (tirocinio curricolare) e ai neolaureati entro 12 mesi dal conseguimento del titolo (tirocinio extracurricolare). Tale percorso va concordato con la Cooperativa previo colloquio con lo Staff Tecnico al fine di garantire una adeguata accoglienza.

Per il Volontariato i candidati verranno valutati dal team degli educatori sulla base delle abilità e capacità relazionali ed accolti nei tempi e modi che tutelino i ragazzi a cui è rivolto il Servizio.

Lucia Ruiz, tirocinante

Mi chiamo Lucia, sono al secondo anno di specialistica di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione. Ho svolto il mio tirocinio presso i Frutti dell’Albero per 8 mesi, e posso dire con certezza di aver fatto la scelta giusta. L’esperienza di tirocinio deve essere formativa, dal punto di vista professionale ma soprattutto da quello umano, e l’occasione che mi è stata data dalla cooperativa ha permesso che io, in questi mesi, crescessi come psicologa e come persona.

Prima di ciò avevo già avuto esperienze dirette sia con minori che, nello specifico, con la disabilità, ma sempre in modo discontinuo e in contesti prettamente ludici. Quando ho cominciato a frequentare i laboratori dei Frutti dell’Albero, ho finalmente potuto mettermi alla prova in un ambiente sicuro, protettivo e accogliente.

Sono stata accolta da subito in un clima di amicizia profonda, rispetto reciproco e attività stimolanti. Gli educatori sono stati sin dall’inizio degli amici, con cui condividere passioni, frustrazioni e divertimenti.

Ma il vero regalo che ho ricevuto è l’affetto dei ragazzi, che mi hanno permesso di entrare (ognuno con i suoi tempi) nel loro mondo.

Sarebbe riduttivo descrivere la mia esperienza elencando le attività che portiamo avanti ogni giorno, poiché la vera esperienza è la quotidianità condivisa con questi ragazzi.

Ciascuno di noi è un mondo a sé, e loro non fanno eccezione. C’è chi è più estroverso e chi è più timido, chi è un gran chiacchierone e chi ama il silenzio, chi adora la musica e chi vive per dipingere. Ognuno di loro ha tante passioni, paure, domande, curiosità e capacità.

Alcuni giorni ci si arrabbia, si litiga, si discute. Altri si ride, ci si coccola, ci si consola. Altre volte ancora si riposa e basta. Insomma, è una normalissima relazione fra persone, con pregi e difetti. Spesso ci vuole pazienza, è altrettanto spesso bisogna impuntarsi, stringere i denti. I successi e le soddisfazioni, quando uno sa riconoscerli, arrivano continuamente, eppure ogni volta ti rendono più felice di quella precedente.

È un’esperienza piena, emozionante, faticosa e stimolante. E anche quando si conclude, lascia un’impronta profonda.

Ciascuno di loro è entrato nel mio cuore e ha ricavato uno spazio per sé. Io non avuto bisogno di ricavarmi uno spazio nel loro, me l’hanno donato prima ancora che lo chiedessi. Questi ragazzi danno tanto, a volte più di quello che noi diamo loro.

Spingo chiunque sia interessato, a intraprendere questo percorso, a prescindere dalla propria professione. Basta l’interesse e la volontà di mettersi in gioco, non serve altro, perché non si tratta di fare beneficenza, ma di condividere uno spazio di vita e di crescere insieme. È un impegno, e come tale va rispettato.

Sono arrivata al laboratorio Macedonia al buio, non sapevo cosa aspettarmi una volta varcata la porta.

Si, Elena, in un incontro preliminare, mi aveva raccontato dei ragazzi, me li aveva descritti nei loro interessi, nei loro punti di forza e debolezze, ma io, essendo inesperta e con nessuna esperienza formativa alle spalle, poco potevo immaginarmi del rapporto che avrei potuto costruire con i ragazzi.

sono passati pochi mesi, ma talmente intensi e produttivi che mi sembra di partecipare al laboratorio ormai da tempo. La capacità dei ragazzi di accogliere una persona nuova nel gruppo mi ha sorpreso: mi ritrovo a partecipare con loro alle attività, sempre diverse, sempre stimolanti, a giocare, cantare, scherzare, arrabbiarsi a volte, ma sempre in amicizia.

Vado col sorriso al Laboratorio Macedonia, perché so che varcando la porta troverò un gruppo di educatori pronti a chiarirmi ogni dubbio, ogni incertezza, a spiegarmi come funzionano le cose in maniera sempre costruttiva, a lasciarmi sporcare le mani con colori e argilla, e in mezzo a loro dei ragazzi che con semplicità mi insegnano cosa vuol dire andare oltre le apparenze per scoprire grandi tesori.